Gli archetipi dell’inconscio collettivo: le fauci di Ammit (pt.2)
Way to power?
Con “way to power” intendo fare “il verso” alla ben più nota “will to power”, meglio conosciuta in Italia come “volontà di potenza”, uno dei concetti cardine della filosofia di Nietzsche. Cos’è la volontà di potenza? Non è questo il luogo adatto per assimilare e studiare il concetto fino alle sue radici, ci basti piuttosto sapere che per volontà di potenza intendiamo la volontà che vuole se stessa, in un accrescimento del sé, in un ciclo perenne di rinnovamento che crea e distrugge gli universi morali. La volontà di potenza non può dunque concretizzarsi in un desiderio materiale perché essa è il meccanismo della volontà stessa. Il concetto nietzschiano evolve e si arricchisce di opera in opera, ma è innegabile che tragga la sua linfa vitale dal processo di decostruzione attuato da Nietzsche. Leggi il resto di questo articolo »
Manifesto #7 – La marcia continua …
Se tre anni fa mi fossi chiesto che fine avrebbe fatto questo piccolo spazio informatico avrei risposto che sarebbe rimasto uno dei tanti tentativi destinati al fallimento in qualche mese. A distanza di tre anni, malgrado le recenti difficoltà, questo Centro Studi è ancora vivo e vegeto tanto da aver raggiunto le 50.000 visualizzazioni. E’ davvero un traguardo importante che non credevamo di raggiungere e che ci gratifica moltissimo; si tratta di un premio ed è una testimonianza della vicinanza dei nostri lettori che anche negli ultimi mesi non hanno smesso di visitare la nostra pagina per rileggere i vecchi articoli e per vedere se vi fossero novità. Da parte nostra è doveroso ringraziare tutti voi che giornalmente ci date la voglia di proseguire nei nostri studi affinchè diventino gli studi di tutti. Che dire quindi? Leggi il resto di questo articolo »
Land und Meer: la caduta di Dagon (pt.2)
Che cos’è una rivoluzione spaziale? C’è da premettere che l’uomo possiede naturalmente la capacità di determinare una coscienza del “suo” spazio. Alle varie forme dell’esistenza corrispondono stati diversi dello spazio, come è vero che a spazi eterogenei corrispondono stati diversi dell’essenza umana. Persino nella stessa epoca lo spazio già determina in modo diverso le attività umane. Il cacciatore di balene ha uno spazio vitale diverso da quello di un falegname, lo spazio concepito da un cittadino di una metropoli non è lo spazio determinato da un abitante di un villaggio, così come gli orizzonti di un carpentiere non sono gli stessi di un esploratore del nuovo mondo. Leggi il resto di questo articolo »
Land und meer: la caduta di Dagon (pt.1)
Già nel De Anima Aristotele constata che tra i pensatori presocratici figurano grandi difensori degli elementi e dei principi primi; fra questi spiccano i nomi di Talete, strenuo difensore dell’acqua, Anassimene studioso dell’aria ed Eraclito, protettore del fuoco. Aristotele osserva, non troppo preoccupato, che: “tutti gli elementi hanno avuto un difensore, tranne la terra.” Ed in effetti fin dall’antichità classica la terra è stata concepita come l’elemento più povero in cui risiede solo l’apparenza e la finzione. In questo senso Platone è il più importante rappresentante del pensiero classico che declassò la terra a sola immagine sbiadita delle pure idee dell’ iperuranio. Leggi il resto di questo articolo »



















