Get Adobe Flash player
C.S.A.C.
Perchè l’Arco e la clava?
L'arco e La Clava è una raccolta di articoli e conferenze scritti dal filosofo italiano Julius Evola. Per Evola l'arco simboleggiava l'abbattimento delle teorie filosofiche più lungimiranti, mentre la clava veniva utilizzata per colpire con la kritik le opinioni più semplici. Il centro Studi prende quindi il nome da quest'opera, rendendo così omaggio al provocante simbolismo di Evola.
Forum
Canale Video
Adelphi
Patria Socialista
Rinascita Quotidiano
Stato & Potenza
Comunismo e comunità
La Sapienza
Eurasia Rivista
Laterza
Movimento Zero
Rash Roma

Gli archetipi dell’inconscio collettivo: le fauci di Ammit (pt.2)

Way to power?

Con “way to power” intendo fare “il verso” alla ben più nota “will to power”, meglio conosciuta in Italia come “volontà di potenza”, uno dei concetti cardine della filosofia di Nietzsche. Cos’è la volontà di potenza? Non è questo il luogo adatto per assimilare e studiare il concetto fino alle sue radici, ci basti piuttosto sapere che per volontà di potenza intendiamo la volontà che vuole se stessa, in un accrescimento del sé, in un ciclo perenne di rinnovamento che crea e distrugge gli universi morali. La volontà di potenza non può dunque concretizzarsi in un desiderio materiale perché essa è il meccanismo della volontà stessa. Il concetto nietzschiano evolve e si arricchisce di opera in opera, ma è innegabile che tragga la sua linfa vitale dal processo di decostruzione attuato da Nietzsche. Leggi il resto di questo articolo »

Condividi su:
  • Print
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • Live
  • MySpace
  • RSS
  • Twitter
  • del.icio.us
  • Digg
  • Diggita

Gli archetipi dell’inconscio collettivo:le fauci di Ammit (pt.1)

Le fauci di Ammit:

Ammit è una delle figure sacre dell’antica religione egiziana. Tradizione vuole che il mostruoso Ammit, l’animale con la testa da coccodrillo e con il corpo per metà leone e per metà ippopotamo, presiedesse la cerimonia della Psicostasia. Secondo il libro dei morti tale cerimonia consisteva nel pesare il cuore del defunto: se il cuore pesa come la piuma di Maat si spalancheranno le porte della vita eterna e beata, se invece la piuma di Maat ha un peso inferiore rispetto al cuore allora l’individuo è condannato a trascorrere l’eternità nel duat, il regno dei morti. Leggi il resto di questo articolo »

Condividi su:
  • Print
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • Live
  • MySpace
  • RSS
  • Twitter
  • del.icio.us
  • Digg
  • Diggita

Manifesto #7 – La marcia continua …

Se tre anni fa mi fossi chiesto che fine avrebbe fatto questo piccolo spazio informatico avrei risposto che sarebbe rimasto uno dei tanti tentativi destinati al fallimento in qualche mese. A distanza di tre anni, malgrado le recenti difficoltà, questo Centro Studi è ancora vivo e vegeto tanto da aver raggiunto le 50.000 visualizzazioni. E’ davvero un traguardo importante che non credevamo di raggiungere e che ci gratifica moltissimo; si tratta di un premio ed è una testimonianza della vicinanza dei nostri lettori che anche negli ultimi mesi non hanno smesso di visitare la nostra pagina per rileggere i vecchi articoli e per vedere se vi fossero novità. Da parte nostra è doveroso ringraziare tutti voi che giornalmente ci date la voglia di proseguire nei nostri studi affinchè diventino gli studi di tutti. Che dire quindi? Leggi il resto di questo articolo »

Condividi su:
  • Print
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • Live
  • MySpace
  • RSS
  • Twitter
  • del.icio.us
  • Digg
  • Diggita

La scienza sorride sotto i baffi ovvero primo incontro esauriente col male

“La scienza sorride sotto i baffi ovvero primo incontro esauriente col male.”
Il 1609 è un anno fondamentale per la scienza; le scoperte astronomiche di Galilei incrinavano la visione tolemaico-aristotelica del mondo. Con l’aiuto del cannocchiale Galilei scoprì che la luna non era una sfera perfetta bensì la sua fisionomia era simile a quella terrestre, composta di montagne e pianure. La scoperta delle macchie solari faceva crollare la divisione aristotelica tra un mondo sublunare, corruttibile e in pieno divenire, e un mondo superiore o celeste, impenetrabile eterno e divino. Siamo dinnanzi ad un nuovo sistema mondo che escludeva ogni gerarchia animistica nella sua composizione, che funzionava come un orologio perfetto dove ogni meccanismo è indispensabile al funzionamento dello stesso, non c’è più spazio né luogo per le anime e per lo spirito. Leggi il resto di questo articolo »

Condividi su:
  • Print
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • Live
  • MySpace
  • RSS
  • Twitter
  • del.icio.us
  • Digg
  • Diggita

Land und Meer: la caduta di Dagon (pt.2)

Le rivoluzioni spaziali.

Che cos’è una rivoluzione spaziale? C’è da premettere che l’uomo possiede naturalmente la capacità di determinare una coscienza del “suo” spazio. Alle varie forme dell’esistenza corrispondono stati diversi dello spazio, come è vero che a spazi eterogenei corrispondono stati diversi dell’essenza umana. Persino nella stessa epoca lo spazio già determina in modo diverso le attività umane. Il cacciatore di balene ha uno spazio vitale diverso da quello di un falegname, lo spazio concepito da un cittadino di una metropoli non è lo spazio determinato da un abitante di un villaggio, così come gli orizzonti di un carpentiere non sono gli stessi di un esploratore del nuovo mondo. Leggi il resto di questo articolo »

Condividi su:
  • Print
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • Live
  • MySpace
  • RSS
  • Twitter
  • del.icio.us
  • Digg
  • Diggita

Land und meer: la caduta di Dagon (pt.1)

Contestualizzazione:

Già nel De Anima Aristotele constata che tra i pensatori presocratici figurano grandi difensori degli elementi e dei principi primi; fra questi spiccano i nomi di Talete, strenuo difensore dell’acqua, Anassimene studioso dell’aria ed Eraclito, protettore del fuoco. Aristotele osserva, non troppo preoccupato, che: “tutti gli elementi hanno avuto un difensore, tranne la terra.” Ed in effetti fin dall’antichità classica la terra è stata concepita come l’elemento più povero in cui risiede solo l’apparenza e la finzione. In questo senso Platone è il più importante rappresentante del pensiero classico che declassò la terra a sola immagine sbiadita delle pure idee dell’ iperuranio. Leggi il resto di questo articolo »

Condividi su:
  • Print
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • Live
  • MySpace
  • RSS
  • Twitter
  • del.icio.us
  • Digg
  • Diggita
C.S.A.C.
Newsletter!
Iscriviti alla nostra Newsletter per ricevere gli articoli e gli aggiornamenti del sito direttamente sulla tua mail

contatore